U.omo.U o dell’errare di CARLO DE MEO

ATELIER del MACRO asilo – Roma

azione di raccolta materiale e sintesi tra Formia, Latina e Roma

con: Luna Camauli, Leonardo Ciotti, Benedetta Ferrari, Daniel Ferrario, Chiara Mandatori, Flavia Maresca, Giulia Saluto, Emanuele Soscia, Manuela Testa, Gioia Venditti, Aurora Zingaro.

All’interno del MACRO Asilo di Giorgio De Finis, in una delle stanze-atelier, Carlo De Meo presenta “U.omo.Uo dell’errare”, un’opera che nasce da un’azione di raccolta materiale e sintesi nelle città di Formia (territorio), Latina (Liceo Artistico e quartiere) e Roma (MACRO e quartiere),

U.omo.U è una grande installazione ambientale fatta di scultura, disegno e parola.

U.omo.U parla dei confini (valicabili), dell’errare (come viaggio e come sbaglio) e della parola (detta, scritta, pensata) nel suo essere forma, suono e significato. U.omo.U è un intreccio di luoghi e oggetti, è un’opera dilatata nello spazio, è un percorso tra lo studio dell’artista e il museo.

Nell’ambito del progetto Macro Atelier, per una intera settimana, sarà visibile a tutti coloro che vorranno, il processo creativo dell’artista, trasparente come le pareti che lo racchiudono. Ogni giorno, l’errare alla ricerca di ciò che la vita cittadina ha scartato, aggiungerà qualcosa di nuovo all’installazione. A popolare lo spazio dell’Atelier del MACRO, figure come ombre assemblate con materiali di scarto raccolti nel viaggio. La scultura di Carlo De Meo, infatti, prende forma dall’esperienza del quotidiano e dal ribaltamento inventivo degli oggetti e mentre il disegno rivela quel limite tra la verità e la sua rappresentazione (la Bugia, tanto cara all’artista), la parola insegue le linee del disegno e su di esse si poggia, descrivendo il confine ultimo dell’immagine.

U.omo.U è un luogo e o un oggetto; è un viaggio, è la partenza e il ritorno. U.omo.U è scomposto e ricomposto. U.omo.U è circolare, risolto, palindromo e infine uguale a sé stesso.

De Meo, ideatore e firmatario dell’opera, si avvarrà di alcuni studenti del Liceo Artistico di Latina, nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro, come assistenti, in un rapporto creativo di interscambio generazionale. Con gli studenti, l’artista allunga le sue braccia, mani e gambe per espandere

U.omo.U si sviluppa nell’ambito del progetto Macro Atelier (quattro spazi gemelli progettati per 4 artisti che realizzeranno un’opera all’interno del museo). Per questa occasione, Carlo De Meo è in ottima compagnia di altri tre artisti che lavoreranno negli altri tre atelier: Giovanni Albanese, Daniele Villa Zorn e Julie Hsieh.

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