CARLO DE MEO: IL BACIO

CARLO DE MEO:

IL BACIO

Un progetto politico, provocatorio, visionario e utopico

in poche parole, un progetto impossibile. 

IL BACIO, nata circa un anno fa, è un’opera politica che prova ad insinuarsi in quel pensiero dilagante che vede due continenti sempre più lontani e quella grande barriera mediterranea che li separa, sempre più invalicabile. Come opera visionaria si basa su una provocazione spingendo lo spettatore a credere in una sua possibile realizzazione: la costruzione grafica ne è la base, come in un vero redering architettonico, essa si presenta come già fatta coadiuvata da un testo sintetico che, imitando quelli dei grandi interventi infrastrutturali, ne descrive le varie fasi in una sorta di “similvero” ponendo lo spettatore in una ambigua, leggera e ironica sensazione che lo porterà a riflettere su un tema estremamente serio e complesso che oggi, ancor più di ieri, scuote il pensiero politico e sociale di questa nostra Italia: l’attraversamento migratorio del Mediterraneo.

Europa e Africa in contrapposizione su una dilatazione ingiustificabile delle distanze socio-politiche, mentre quelle fisiche ferme nelle loro remote forme. Ed è proprio su queste che Carlo De Meo interviene, su quell’aspetto “immodificabile”, sulla materia, come un titanico scultore che, percependo alcune suggestive coincidenze con l’anatomia umana, sgrossa l’essenziale per far emergere la propria visione indotta… DUE BOCCHE CHE SI SFIORANO PER UN BACIO NON ANCORA DATO.

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