DEL CORPO OMBROSO di CARLO DE MEO 2019

Dal 2 al 14 luglio nell’AMBIENTE 2# del MACRO asilo – Roma.

  • All’interno del MACRO Asilo di Giorgio De Finis, in uno dei due AMBIENTI, Carlo De Meo presenta “DEL CORPO OMBROSO”, una mostra fatta di materia e ombra che nasce da un’azione di raccolta materiale e sintesi nella sfera privata dell’artista. A popolare lo spazio dell’AMBIENTE 2# del MACRO, ombre di figure femminili a fare da sintesi ad accumuli organizzati di oggetti indiscriminati e di scarto.
  • Nell’arco di alcuni pomeriggi, dalle ore 16,00 in poi, l’artista sarà presente in un’azione di coinvolgimento del pubblico con letture, dialoghi, dissertazioni, azioni corporee, riformulazioni anatomiche e ludiche manipolazioni dell’ombra, sull’ombra e nell’ombra.

  (dal Diario di un pendolareSono a Roma, il mio treno parte tra quaranta minuti, esco dalla stazione per fumare un’altra sigaretta e, in mezzo ai vuoti serali, come un palo, sfoglio il giornale. La mia testa costruisce un ovale buio sull’articolo che sto leggendo, non ho voglia di spostarmi come il lampione che è alle mie spalle. Allora alzo di poco i fogli per ristabilire un ordine luminoso quel tanto che mi basta per focalizzare altre lettere. La mia testascura è ancora sul giornale ma qualche rigo più sotto della mia attenzione e questo non mi disturba. Distratto da una nuvola di fumo abbasso gli occhi ed ecco che vedo. Vedo la mia ombra, poco più sotto del limite inferiore del giornale, ma non sono io, vedo un “figuro” compresso in una sorta di nanismo dilatante con un’enorme testa inscatolata, cubitale priva di contenuto e senza spessore (come di solito sono le ombre).

Ve lo vedete? Lui, lì, immobile, instupidito e con una grande testa squadrata a fare da risultato per una somma di improbabili addendi (io e il giornale). Il mio maestro diceva sempre che non si possono sommare le mele con le pere. Il mio maestro, forse, non aveva considerato le ombre.

Sul treno ripenso a questa insolita formula che mi si è posta innanzi: dati possibili Aleph-zero di soggetti diversi e coincidenti o sovrapposti in parte su una traiettoria luminosa, si andrebbe a creare, su una superfice di accoglienza, un nuovo elemento bidimensionale di fattore Z (ultimalettera) risultante dalla somma degli stessi e dal perimetro evocativo/deviante. In poche parole un’ombra altra.

Il fattore costruttivo per un’altra opera era dato, ora era necessario un “corpo” (per citare Leonardo) di cui vestirlo… e il vestito è quello che vedete.

carlodemeo

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